La Neuroinfiammazione come Bersaglio Terapeutico nella Neurodegenerazione
Dr. Uladzislau Tsvirko
29 April 2026

Nella SLA, nella malattia di Parkinson, nella sclerosi multipla e nella malattia di Alzheimer, una risposta infiammatoria sostenuta circonda e accelera la perdita dei neuroni. Una rassegna della microglia, del coinvolgimento immunitario periferico, del meccanismo condiviso tra le malattie e del motivo per cui le cellule T regolatorie sono diventate un punto di riferimento per contenerla.
Dal modello neurocentrico ai modelli che includono il sistema immunitario
Per la maggior parte del Novecento, le malattie neurodegenerative erano intese come disturbi dei soli neuroni: cellule che si deteriorano, ripiegano male le proteine e muoiono. Quel modello è incompleto. Nella sclerosi laterale amiotrofica, nella malattia di Parkinson, nella sclerosi multipla e nella malattia di Alzheimer, emerge ripetutamente la stessa evidenza: una risposta infiammatoria sostenuta circonda e accelera la perdita dei neuroni. La neuroinfiammazione è passata dall'essere una nota a piè di pagina a diventare un protagonista centrale nella progressione di queste malattie.
Microglia: le cellule immunitarie residenti nel cervello
La microglia costituisce le cellule immunitarie del sistema nervoso centrale. In condizioni di salute sorveglia i tessuti, elimina i detriti e supporta i neuroni. In presenza di stress cronico si orienta verso uno stato pro-infiammatorio, rilasciando citochine e molecole reattive che danneggiano i neuroni che un tempo proteggeva. Questa attivazione non è semplicemente un effetto collaterale della neurodegenerazione; in molti modelli guida attivamente la perdita neuronale, creando un circolo di retroazione positiva tra cellule morenti e un ambiente infiammato.
Il sistema immunitario periferico entra nel sistema nervoso centrale
Il cervello non è così isolato dal resto del sistema immunitario come si credeva un tempo. Nelle malattie neurodegenerative, le cellule immunitarie periferiche, incluse le cellule T, attraversano il sistema nervoso centrale e modellano la risposta locale. Alcune sono cellule effettrici che amplificano l'infiammazione; altre sono cellule T regolatorie (T-reg) che dovrebbero contenerla. L'equilibrio tra di esse contribuisce a determinare se la risposta infiammatoria rimane controllata o si sviluppa in modo incontrollato.
Un meccanismo condiviso tra malattie diverse
Ciò che rende la neuroinfiammazione un bersaglio terapeutico di grande interesse è il fatto che sia condivisa. Le proteine che si ripiegano in modo anomalo differiscono tra le malattie — SOD1 o TDP-43 nella SLA, alfa-sinucleina nella malattia di Parkinson, antigeni mielinici nella sclerosi multipla — ma il macchinario infiammatorio a valle si sovrappone. Una terapia in grado di calmare quel macchinario potrebbe, in linea di principio, essere rilevante per condizioni che altrimenti hanno poco in comune a livello genetico.
Colpire la neuroinfiammazione: il ruolo delle cellule T regolatorie
È qui che entrano in gioco le cellule T regolatorie. Anziché sopprimere l'immunità in modo diffuso — il che controlla l'infiammazione ma lascia il paziente vulnerabile — il ripristino della funzione delle cellule T regolatorie mira a riequilibrare la risposta: attenuando l'attività distruttiva e preservando al contempo la normale difesa. L'osservazione che la funzione delle T-reg declina con la progressione della SLA e della malattia di Parkinson, insieme ai segnali clinici precoci derivanti dal potenziamento delle T-reg, ha reso questo uno degli approcci più attivamente studiati per la neuroinfiammazione.
Implicazioni per la terapia cellulare
I protocolli personalizzati di BioCells Medical sono fondati su questa visione immune-inclusiva della neurodegenerazione. Le cellule T regolatorie, le cellule staminali mesenchimali e gli esosomi agiscono ciascuno sull'ambiente infiammatorio da una prospettiva diversa — riequilibrio immunitario, modulazione paracrina e segnalazione molecolare — anziché colpire una singola proteina. Trattare la neurodegenerazione come in parte un problema immunitario è ciò che connette queste modalità in un unico approccio.
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